Il ritratto umano di Frida Kahlo: Las dos Fridas

Conosciuta da tutti, simbolo di femminilità, forza, eleganza ed autenticità, Frida Kahlo è diventata una vera e propria icona mondiale. Ma perché la sua figura è riuscita ad attirare l’attenzione di così tante persone? Perché è così amata e ispira tanti movimenti femministi?


Partiamo dalle origini: la sua vita in breve

Nata a Coyoacán (Messico) il 6 luglio 1907, fin dall’infanzia manifesta una personalità molto forte e decisa che trova voce anche nella rivoluzione e nel socialismo nazionale. All’età di 18 anni rimane vittima di un incidente in autobus, il quale, le provoca delle lesioni che non riusciranno mai a guarire pienamente e, per le quali, viene sottoposta a ben 32 interventi che la costringono ad un lungo periodo di riposo, a letto, in compagnia di libri sulla politica e sulla pittura. Sboccia così la sua passione per gli autoritratti e lei stessa confesserà: “dipingo me stessa perché trascorro molto tempo da sola e perché sono il soggetto che conosco meglio”.

Finalmente in grado di muoversi, consegna alcune sue opere a Diego Rivera, che le chiede di collaborare e la introduce ufficialmente nella scena politica e culturale messicana. Pochi anni più tardi, nel 1929, i due si sposano: il loro amore è profondo, tempestoso, intenso e maledetto. Lei subisce tre aborti spontanei e nel 1939, tra infedeltà (in particolare la relazione extraconiugale di Diego con la sorella di Frida, Cristina) e rapporti burrascosi, i due divorziano: è in questa occasione che lei dipinge uno dei quadri più profondi, dolorosi ed introspettivi che abbia mai realizzato: Las dos Fridas.

Infine, dal 1950, cominciano vari problemi di salute che la costringono, in un paio di anni, a rimanere confinata a letto con l’amputazione della gamba destra nel 1953. L’anno successivo muore per un’embolia polmonare.

Las dos Fridas: tra femminilità, dolore e fierezza


Come nella sua vita, anche nei suoi dipinti il tema del dolore, della gioia, della forza, della violenza, dell’amore passionale (in particolar modo nei confronti di Diego Rivera) si fanno vivi e percettibili anche agli occhi poco esperti. Le sue opere sono diventate famose a livello mondiale proprio per questo: possiedono la capacità di comunicare in maniera viscerale e profonda con tutti noi

Insomma, non è necessario avere le conoscenze di Vittorio Sgarbi o Hayden Herrera per capire quanta sofferenza, tormento e, al contempo, voglia di vivere a colori ci fossero nella psicologia di una donna come Frida Kahlo, la cui personalità risulta tutt’oggi complessa da comprendere a pieno.


Il dipinto in questione è un doppio autoritratto che rappresenta la dualità della sua persona. Innanzitutto, partendo da una rappresentazione visuale più superficiale notiamo, a destra, una Frida ancora sposata con Diego Rivera, la quale indossa abiti colorati tehuani, che onorano la tradizione e la cultura messicane e l’amore per il marito. La scelta di rappresentarsi in questo modo, con il cuore palpitante e un piccolo ritratto del marito stretto nella mano sinistra, ci fanno capire che è la Lei del passato, strettamente connessa - dall’arteria - con quella del presente. 

Non dimentichiamo che i quadri dell’artista sono sempre ricchi di simboli importanti, chiave di comprensione dei suoi dipinti. L'arteria, in questo caso, è l’elemento energetico che sostiene e contribuisce alla sopravvivenza delle due protagoniste: da un lato sostengono la Frida sposata che vive un matrimonio tormentato; dall’altra soccorre la Frida sola dopo la separazione

Quest’ultima ha un aspetto fisico e un vestiario distinti: indossa un vestito bianco vittoriano (di tradizione europea) e la sua pelle appare molto più chiara (è probabile che questa scelta dell’utilizzo differente e contrastante dei toni dell’incarnato siano dovuti alla sua volontà di evidenziare le sue due identità familiari: quella europea e quella messicana).

Le figure gemelle, comunque, hanno un’espressione tranquilla e pacata, come altrettanto pacato appare il loro contatto. Siamo in presenza di una rappresentazione che coniuga la frattura con l’integrità, il dolore con la bellezza fiera, e, simboleggia, la solitudine, ma non l’isolamento. Quello che stupisce qui è il modo in cui vengono rappresentate e ciò da cui sono circondate: è come se si volessero dare forza vicendevolmente, ma si trovassero travolte da un ambiente grigio e tormentato

Ed ecco che appare un altro elemento simbolico: quello del cielo burrascoso, pronto a travolgere le due protagoniste che appaiono unite, solidali, forti, senza timore alcuno, ma profondamente offese.

Spostiamoci dunque alla raffigurazione delle arterie e del sangue nel ritratto: La Frida di sinistra ha reciso l’arteria con una forbice (probabile allegoria della sua situazione sentimentale e matrimoniale interrotta), dalla quale sgorga del sangue che macchia il vestito bianco, ma che, non dimentichiamo, connette i cuori delle figure gemelle e le collega in questo viaggio tra passato e presente. Alcuni critici ritengono che questa ferita possa rimandare anche ad un altro tragico evento nella vita di Frida, che si è ripetuto per ben tre volte: l’aborto spontaneo.

Ogni dettaglio è minuziosamente calcolato. I suoi dipinti sono un connubio di emozioni ed esperienze di vita in cui il linguaggio pittoresco è il riflesso della sua anima: nel dipingere si dona totalmente alla tela e ai colori e lascia, che le sensazioni, le emozioni e i suoi demoni prendano le redini del pennello e comunichino attraverso di esso.

Quindi, perché è una donna tanto celebrata, amata e stimata?

La purezza della sua arte, non è intesa come purezza di spirito e mancanza di peccato: tutt’altro. Purezza nel senso più ampio ed impuro del termine, quello più umano. La sua arte è sinonimo di libertà di spirito, di introspezione, di esorcismo dal peso del dolore emozionale e fisico, un’arte che non ha pregiudizi e confini. La sua arte è eterna, non ha tempo, ed è per questo che parla a tutti in un linguaggio universale: tratta di temi contemporanei ed antichi, aspetti della vita (prevalentemente femminile) in cui in realtà tutti ci possiamo riflettere e riconoscere. 

Dolori, insicurezze, radici, rotture, perdite, gioie, infedeltà e delusioni che, in diverse misure, hanno colpito tutti noi. La sua produzione è stata per lei un modo di rappresentare in maniera lucida il vuoto ed il malessere interiore e fisico che l’hanno accompagnata per tutta la vita, ma rappresentano anche la sua battaglia interiore perché lei, in fondo, ha sempre cercato e trovato la luce.

Concludiamo rispondendo alla domanda con le parole del suo compagno di vita, nonché grande amore e allo stesso tempo nemico, Diego Rivera: “[Frida fu] la prima donna nella storia dell’arte ad aver affrontato con assoluta ed inesorabile schiettezza, in modo spietato ma al contempo pacato, quei temi generali e particolari che riguardano esclusivamente le donne”.

Alla prossima,

Siria Guito

 

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