Segreti, bugie e cioccolato, può una sfida ai fornelli rivoluzionare la tua vita?


Sapete cosa sono i guilty pleasures?

Si, insomma, quei desideri e piaceri un po’ peccaminosi, quelli che non sai mai se condividere con chi ti circonda per paura di essere giudicato? Bene, fino a poco tempo fa non ero solito spifferare ai quattro venti che ero un divoratore seriale di romanzi di genere rosa, nonostante non facessi nemmeno molto per tenerlo nascosto e, il libro che costantemente avevo tra le mani, centrava sempre con qualche storia d’amore.
 
Bene, sono passati un po’ di anni e, credo anche, di aver fatto pace con un po’ di questi miei lati strambi, ed oggi, a testa alta, affermo che leggere romanzi rosa mi rende felice e, sono, la mia via di fuga dal grigiore che spesso attornia questo nostro mondo.
 
Quello che condivido con voi, qui e ora, è un po’ del mio pink pride
 

Nel podio del mio pink pride

Avete presente quelle storie che vi entrano nel cuore in maniera inaspettata e, ancora oggi, dopo tanti anni, continuano ad accompagnarvi come un piccolo specchio nel quale riscoprirsi ogni volta?

Bene. Oggi, tra una tazza di tè, una fetta di torta e qualche frivolezza, voglio parlarvi di una storia conosciuta tra le pagine di un romanzo, una storia dolce, divertente ed appassionante. Una storia che si perde tra un sorriso, un sospiro di pensieri pesanti e un respiro di bellezza e quotidianità.

Segreti, Bugie e cioccolato”, il secondo racconto generatosi dalla penna creativa di Amy Bratley e pubblicato da Newton Compton Editori, ci racconta una storia senza tempo che in men che non si dica vi farà capitolare, divertire, immedesimare e, azzardo persino a dire che, potrà aiutarvi ad addolcire qualche ferita del vostro cuore facendola poi brillare.

Il mio intento, oggi, è quello di regalarvi un attimo di leggerezza e, qualche spunto di riflessione perché, è vero che il romanzo rosa può essere visto come un vezzo frivolo ed un passatempo leggero e poco impegnativo, eppure sono fermamente convinto che il suo parlarci di quotidianità e sentimenti sia la chiave esatta per stimolare le pagine della nostra stessa vita
 
E, nel caso dovessi sbagliarmi, sempre d’amore si tratta no?

La trama di “Segreti, bugie e cioccolato”

Quando Ethan, l’amore della sua vita, l’ha lasciata senza una spiegazione da un giorno all’altro, Eve aveva il cuore a pezzi e pensava che non sarebbe mai più riuscita a essere felice. Invece il tempo sembra aver curato le sue ferite e, pian piano, Eve è tornata a sorridere. Ora, a distanza di tre anni, ha un nuovo fidanzato, Joe, e sta per aprire la caffetteria dei suoi sogni. Insomma, le cose sembrano finalmente andare per il verso giusto.
Almeno fino a quando Eve non si lascia convincere da Joe a partecipare a una gara culinaria organizzata dal giornale per cui il ragazzo lavora: ognuno dei partecipanti preparerà una cena a casa propria per gli altri concorrenti, i quali dovranno poi dare un voto al loro ospite. Tra mille dubbi, ansie e timori, Eve finisce per lanciarsi a capofitto nella sfida, e si mette ai fornelli. È intenta a preparare i suoi manicaretti, quando si ritrova davanti l’ultima persona al mondo che avrebbe desiderato invitare a cena: Ethan. Possibile che il destino abbia deciso di metterla di nuovo di fronte all’uomo che le ha spezzato il cuore?

E voi, credete nel destino?

In tutta onestà, io ancora devo capirlo. Sebbene questa storia parli di ritrovamenti, di conti in sospeso, di lezioni da imparare e di viaggi del cuore tanto lunghi quanto mozzafiato fatti di alti e bassi, di battiti accelerati e lacrime versate, ci chiederemo: ne varrà la pena o e meglio girarsi dall’altra parte e tornare indietro?

Si, insomma se rischiare o lasciare andare. 
 

Cosa c’è dietro “Segreti, bugie e cioccolato”?

Ho amato questa storia sin dall’inizio perché mi ha dato modo di riflettere, mi ha fatto pensare e soprattutto mi ha fatto sognare. Ovviamente se ne dovessimo fare un’analisi meramente oggettiva non potrei tralasciare alcuni difetti intrinseci della storia, soprattutto dal punto di vista strutturale di quest'ultima. Proprio perché, nonostante alcuni colpi di scena inaspettati ed una leggera foschia che sà di mistero, in alcuni punti, questa, sembra essere ripetitiva nell’ambientazione e nello svolgimento delle scene.

Il mio contenuto però, qui, non vuole essere un giudizio critico, bensì nasce per parlarvi di ciò che questa storia ha suscitato nel mio cuore. Ho adorato la leggerezza infusa in alcune delle scene raccontate e la serietà di altre. Mi sono emozionato nel sentire, con i miei occhi, parlare di sofferenza, di vicoli ciechi, di scelte da fare, di prese di coscienza e responsabilità, di vita da vivere, di pesi da lasciar andare e situazioni irrisolte da sgrovigliare.

La storia di Eve a tratti l’ho sentita anche un po’ la mia. Lei mi ha permesso di condividere determinate passioni, pensieri, dubbi, ubriacature, irresponsabilità ed un grande cuore soprattutto. Eve mi ha ricordato che cucinare dolci mi piace per davvero perché così posso lasciare il segno nello stomaco e nel cuore di qualcuno. Eve mi ha insegnato che, l’amore condiviso, è meglio di quello mai espresso, nonostante i rischi, le incertezze ed i rimorsi. Eve, il sogno della sua caffetteria, i suoi amori, dolori e pensieri mi hanno fatto sognare, letteralmente. 
 
Si, ci ho lasciato parecchio in questo libro e, perciò, mi sembrava un gesto d'amore, condividere questo micro-universo con voi lettori che, affettuosamente, ci leggete. 
Lo faccio con la speranza di suscitare in voi quel tanto di curiosità da farvi convincere a leggere questo bel libro.

Nel caso ci sia riuscito, lo trovate qui al prezzo di 3,19€

Un forte abbraccio,

Federico.

0 commenti