La bellezza delle donne: tra autocritica ed oggettività


Perchè non cambiare visione di noi?

È il 2021 ed ormai abbiamo tutti compreso che ciascuna donna è unica: caratterialmente e fisicamente. 

Sappiamo che esistono tipi di fisicità differenti e, che ci piaccia o meno, dobbiamo adattarci a quello che ci appartiene, eppure continuiamo ad inseguire un ideale di bellezza che, per le più, è assolutamente irraggiungibile. Non ci va proprio bene l’idea di accettare la forma del nostro corpo, vogliamo sempre modificare qualcosa: le gambe troppo corte o troppo lunghe, i fianchi troppo larghi e troppo piccoli, il seno troppo voluminoso o troppo poco. Ma la domanda che dovremmo porci è: perché? 

Perché non posso semplicemente accettarmi? Perché sono così pretenziosa e severa con il mio aspetto? Perché è così arduo gradire il mio riflesso nello specchio? 

Fonte immagine: www.elle.com

Un ideale di bellezza irraggiungibile

Siamo così avvezze a vedere continuamente donne perfette su social media e riviste che, ormai, persino pubblicare una foto senza ritocchi o modifiche ci sembra una cosa impensabile. Non siamo più abituate alla semplicità delle imperfezioni, alla realtà dell’aspetto fisico

Vediamo sempre volti impeccabili, pelli omogenee, trucchi favolosi e corpi divini; così tanta perfezione che poi, guardando il nostro riflesso allo specchio, non possiamo far altro che sentirci in difetto. Ma tutta quella perfezione, di perfetto, non ha niente, se non una buona conoscenza di tecniche fotografiche, l’utilizzo delle luci adatte e l’uso di applicazioni e programmi specializzati nell’elaborazione di immagini digitali

Eppure, nonostante siamo al corrente di questi trucchi, l’idea di mostrarci senza filtri continua a spaventarci

Il problema è che ci valutiamo con criteri estremamente severi ignorando l’unicità dei nostri corpi. Ogni ruga, ogni curva, ogni singola imperfezione, ci rende peculiari e per questo stupende.

38, 40, 42: da semplici numeri ad ossessioni

Siamo tormentate dal desiderio di entrare in un jeans skinny taglia 38, anche a costo di sederci a fatica e respirare con difficoltà. Siamo disposte a sottoporci ad ogni tipo di trattamento estetico o dieta dimagrante pur di riuscire ad indossare un paio di taglie in meno, come se, quel piccolo numeretto cucito all’interno dei nostri vestiti, ci rispecchiasse. 

Sentiamo la necessità di vestire abiti che ci rendano più “appetibili”, come fossimo piatti succulenti in un ristorante di classe e dovessimo attirare l’attenzione dei migliori clienti e, questo, perché siamo costantemente giudicate, sempre sotto ai riflettori

Entrando nei camerini di un negozio di abbigliamento tentiamo sempre di vestirci prima con la taglia più piccola possibile e, soltanto se non ci riusciamo, cediamo allo sconforto e proviamo indumenti più grandi, come se questa fosse una sconfitta, come se indossare una 44 o magari una 48 fosse un problema mondiale, ma, ragazze mie, non lo è.

Gli sviluppi della moda

Ad oggi, la moda sta cercando di modificare i canoni di bellezza femminile permettendo l’ingresso in questo campo a fisicità più comuni - come ragazze curvy o petite - ma le critiche non sono state poche, soprattutto quando si è trattato di fisicità non più estremamente esili e slanciate. 

Il problema è che, attualmente, non esiste una vera rappresentanza della categoria, sia nelle selezioni che nelle agenzie. La “taglia in più” continua a spaventare

Rispetto al passato, le statistiche sono indubbiamente migliorate, ma siamo ancora lontani dai risultati ideali. Le donne normali, le modelle curvy o taglie forti, non riescono a conquistare il ruolo da protagoniste nella fashion industry e, finché il numero di taglia sarà un dramma nel mondo della moda, continuerà ad esserlo anche nella mentalità quotidiana delle persone.

Il fenomeno Barbie

Ci avete fatto caso? “Gente” indignata, mamme sconvolte, donne addirittura schifate. Queste sono state solo alcune delle reazioni che, parte del mondo femminile, ha esternato rivolgendosi all’uscita in commercio delle nuove Barbie. 

La famosa bambola, pur essendo uno dei giocattoli più conosciuti e venduti al mondo, si è trovata sommersa da critiche in seguito all’aggiunta di nuovi modelli nella produzione. 

Queste nuove Barbie, più simili a ragazze comuni che a principesse delle favole, hanno riscontrato non poco disprezzo. Ciò indica una difficoltà ancora fin troppo radicata nella mentalità delle persone che ci porta ad apprezzare uno stereotipo di bellezza che deriva da una società prettamente patriarcale che mira a mostrare la donna come un oggetto-trofeo da esibire

Purtroppo, la strada per cambiare questa consuetudine di pensiero è ancora lunga ed in salita e sarà necessario modificare prima di ogni cosa il nostro modo di pensare, per fare un primo passo verso il cambiamento che la nostra società necessita

Da donna è solo uno il pensiero che voglio condividere con voi: facciamoci forza a vicenda che insieme siamo più grandi. 

Fonte immagine: www.giocattoliperbambini.org

 

 Fiorella Valeria

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