Cyberbullismo: i rischi della rete e come prevenirlo

 Ai più, tra di voi, sarà noto il significato del termine “bullismo”, ma scendiamo nei particolari.

Per bullismo si intende l’insieme di comportamenti violenti di un individuo verso un altro, ripetuti nel tempo volti a vittimizzare chi li subisce
Il bullo si avvale di varie forme di persecuzione che possono essere sia fisiche che verbali e ha come scopo finale quello di riuscire a dominare la vittima ed imporre il suo potere su di essa.
 
Fonte foto: www.stopbulli.it

 

I luoghi del bullismo

Queste manifestazioni di violenza avvengono in contesti sia scolastici che extrascolastici, senza esclusioni.

La maggior parte delle volte con un “pubblico” intento ad osservare e che, inconsapevolmente, è parte attiva di ciò che accade, talvolta complice nel fomentare le intenzioni e le azioni del bullo. 
 

Cosa è successo al bullismo con l’avvento dei social network?

Il bullismo, non è scomparso. Con la tecnologia sempre più alla portata di tutti, ci siamo trovati di fronte ad un’evoluzione del bullismo, una nuova forma di violenza: il "cyberbullismo"
Le vittime di questo fenomeno sono adolescenti, per la maggior parte femmine, tra gli 11 e i 17 anni. 
 

Differenze tra bullismo e cyberbullismo

La differenza fondamentale tra cyberbullismo e bullismo sta nei luoghi in cui avviene la violenza
Se le azioni del bullo trovano terreno fertile in un ambiente reale, con il cyberbullismo ci spostiamo all’interno di un ambiente virtuale, il cosiddetto “cyberspazio”. 

Il cyberbullo si avvale dei dispositivi elettronici per dar vita alle sue violenze: usa social network come Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, Telegram e non solo.
Le tipologie di violenza più diffuse sono: il flaming, ovvero l'invio di messaggi volgari e non richiesti, la cyber persecuzione (o cyber stalking) cioè una serie di denigrazioni e molestie ripetute con l'intento di incutere paura, la sostituzione di persona e quindi pubblicare testi, foto o video con l'intento di denigrare qualcuno, utilizzando falsi connotati.

Tuttavia, chi si ritrova ad essere vittima di cyberbullismo è spesso vittima anche di bullismo nella luoghi della vita reale.

Il problema dell’identità online

La peculiarità della violenza online riguarda l’identità di chi vittimizza. 

Il cyberbullo agisce quasi sempre nell’anonimato; ciò, gli permette di compiere violenze senza poter essere riconosciuto e, di conseguenza, con totale noncuranza della persona cui sono indirizzate.

Inoltre, la mancanza del contatto fisico con la vittima e quindi allo stesso tempo la mancata percezione del suo dolore, diminuiscono la probabilità che emerga empatia nell’aggressore, rendendo quest’ultimo immune dal dolore altrui.
 
Fonte foto: www.igersitalia.it

 

Il profilo del cyberbullo

Il cyberbullo, come già accennato, agisce in anonimato e questo crea in lui un senso di sicurezza, facilitando la comparsa di atteggiamenti aggressivi e di superiorità nei confronti dei suoi coetanei. 

Siamo di fronte ad una persona insicura, spesso frustrata che si ritrova a scaricare questa sua frustrazione sul soggetto che identifica come "più debole". 

Inoltre, è poco consapevole degli atti che commette; spesso tende a sminuire, a non dare importanza, questo perché possiede delle scarse “competenze emotive e relazionali”. 

I motivi scatenanti principali della violenza da parte del cyberbullo, sono la noia o il presunto divertimento, non riuscendo, appunto, a tener conto dei disagi e del dolore che causa alla vittima.

Il profilo della vittima

Le vittime di cyberbullismo soffrono di isolamento sociale e riportano conseguenze sulla salute mentale a lungo termine. 

Sempre più spesso, infatti, le vittime soffrono di depressione, sono ansiose e le contraddistinguono bassi livelli di autostima

Le molestie a cui sono esposte possono causare stress e un benessere in continua diminuzione, insieme ad una preoccupazione costante e disturbi del sonno.

I problemi della rete

Un enorme problema del bullismo in rete è la velocità con la quale le notizie si muovono e la loro conseguente capacità di raggiungere milioni di persone in pochissimo tempo. 

Tutto ciò causa alla vittima ansia e una forte vergogna ed è per questo motivo che tenterà il più possibile di tenere nascosta la sua sofferenza.

Aumentano ogni giorno i casi di cyberbullismo e la maggior parte di essi rimarrà al buio, per chissà quanto tempo. 

Com’è possibile, dunque, agire preventivamente per evitare il manifestarsi di tali violenze?

Istituzioni scolastiche

Le istituzioni e le famiglie, dovrebbero collaborare per riuscire a contrastare questo fenomeno. 

Alla scuola viene affidato il compito di educare ad un uso consapevole della comunicazione attraverso media così da poter interiorizzare una conoscenza approfondita dei possibili rischi in cui si incorre nell’utilizzo degli strumenti di comunicazione digitale.

Il ruolo fondamentale della famiglia

I genitori dovrebbero poter guidare i figli ad un uso responsabile dei dispositivi elettronici, accompagnarli alla scoperta di questi strumenti così ricchi di potenziale e, allo stesso tempo pericolosi, se non usati con cautela. 

Per poter mettere in pratica tutto ciò, le madri e i padri hanno bisogno di stare al passo coi tempi, essere a conoscenza delle piattaforme in voga al momento, approfondire le loro utilità e i loro punti deboli, avere quindi uno sguardo a 360 gradi sul mondo in cui vivono i loro figli, soprattutto online.

Digital divide

I genitori necessitano di colmare questo “digital divide” ancora molto presente che, letteralmente, li divide dai loro figli e dal mondo di questi ultimi. 

È solo in questo modo, ovvero avvicinandosi alla realtà in cui sono immersi i loro figli e comprendendo le varie sfaccettature che la contraddistinguono, che riusciranno a trasmettere loro maggiore sicurezza nel navigare sul web, insieme all’abilità e capacità di riconoscere ed evitare determinati contenuti e prediligendone altri.

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