Sulle tracce di Matilde di Mariagrazia Pecci

Oggi vi faccio compagnia con un'intervista. Si tratta infatti di un'autrice molto interessante, Mariagrazia Pecci che, ho avuto il piacere di conoscere di persona e, di veder sbocciare come scrittrice. 

Sono stata, tra le poche fortunate, a poter conoscere tutti i retroscena della stesura dei suoi romanzi ed è, per questo, che ho il piacere presentarvela.

Potete trovare i suoi libri qui:

 Partiamo allora con le domande a Mariagrazia. 
 
 

- In quale momento della tua vita è nato l’amore per la scrittura?
 
Innanzitutto, ti ringrazio per avermi dato l’opportunità di farmi conoscere in questo splendido Magazine. Il mio amore per la scrittura penso che sia nato da quando ho avuto la fortuna di conoscere la mia prima maestra, alle elementari. Ha saputo far nascere, o meglio, a svegliare in me questa passione attraverso le gare di lettura e scrittura. 
Sin da piccola scrivevo le mie prime poesie e, nell’età dell’adolescenza, le mie compagne le richiedevano scritte sui loro diari. 
Dalla poesia ai primi racconti il passo è stato breve. Mi sono focalizzata nel genere horror e fantasy per poi, in età più adulta, scrivere thriller storici
 
- C’è un autore a cui ti ispiri?
 
Mi piace sempre sottolineare che, prima di essere una scrittrice, sono una grande lettrice. All’età di otto anni ho letto “Il Signore degli Anelli” di Tolkien che ancora conservo gelosamente nella mia libreria. Da sempre appassionata di E.A. Poe e Valerio Massimo Manfredi, per poi arrivare a quelli più recenti come Donato Carrisi e Roberto Costantini
Ma, se devo proprio elencare uno scrittore che mi ha dato l’incipit per scrivere i miei romanzi, è stato Glenn Cooper, subito dopo aver letto “La Biblioteca dei Morti”. 
 Da quel momento sono diventata una sua fan e, ho avuto l’onore e il piacere di conoscere anche personalmente, durante un suo tour in Italia. 
 

 
- Quale genere letterario senti ti appartenga di più?
 
Sicuramente il genere thriller. Nonostante ciò, sono dell’idea che, uno scrittore, abbia comunque dei momenti di ispirazione in cui voglia cimentarsi su generi diversi. 
 
Posso però dirti che il genere che assolutamente non mi appartiene è il genere rosa, quello troppo da favola e smielato. In realtà, già dalla mia precedente risposta, si percepisce. Tutte le mie amiche si addormentavano al dolce suono di Biancaneve e Cenerentola mentre io, leggevo le battaglie epiche alla Tolkien
 
- Parliamo del tuo primo romanzo. 
"Sulle tracce di Matilde" è un thriller storico che, ha come protagonista, Matilde di Canossa. Da cosa è nato, il tuo interesse, nei confronti di questo personaggio storico?
 
Subito dopo la mia trasferta in Toscana, sono rimasta incantata, non solo dagli splendidi paesaggi di quella regione, ma in particolar modo della Garfagnana. Passando per un piccolo paese di nome Borgo a Mozzano, sono rimasta affascinata dallo scenario di un ponte “a schiena d’asino” con un profilo a saliscendi e con gli archi asimmetrici. 
 
Ovviamente, la mia ostinata curiosità, mi ha portata a voler sapere tutto sulla sua costruzione. Scoprii che era soprannominato il “Ponte del Diavolo” per la sua forma così strana dove, ai tempi della sua costruzione, ogni forma non lineare si pensava fosse richiamata al Diavolo. 
Ma, la parte più importante è che, mi sono imbattuta nella figura della Contessa Matilde di Canossa, colei che lo aveva fatto costruire.

Per anni mi sono documentata su Matilde - tanto da apostrofarla la “mia” Matilde - sul luogo e sulla sua splendida leggenda
A questo punto, non mi restava altro che far diventare un romanzo tutte quelle emozioni che stavo provando. Non solo… la “mia” Matilde ci parla in prima persona raccontando la sua vita a una bambina che, sarà poi, un anello di congiunzione con la storia dell’epoca odierna. E poi… non vi resta che leggerlo. 
 
- Spesso, i libri, vengono tradotti anche in film, ti piacerebbe vedere questa trasformazione anche per un tuo libro? Oppure sei del parere che, alle volte, i film finiscono con il non rendere del tutto giustizia ai libri?
 
Penso che sia il sogno di ogni scrittore rivedere le proprie storie tramutarsi in immagini di un film. L’ho sognato tante volte, anche se, tramutare un thriller storico con salti temporali come nei miei romanzi, dove si allinea una storia del passato al presente, non è certo facile. Tuttavia, sarebbe decisamente sarebbe un mio grande desiderio
 
Nella maggior parte delle volte, il libro è molto meglio del film. Ma sono anche dell’idea che, leggendo, è proprio la nostra mente che riesce a costruirsi quelle immagini che spesso e volentieri non corrispondono a quelle del regista del film. 

Quante volte siamo rimasti delusi dagli attori che interpretano i personaggi che, assolutamente leggendo il libro, non li immaginavamo così? Comunque nei panni di Matilde vedrei molto bene l’attrice Margherita Buy, proprio perché la stimo molto. 
 

 
- "Sulle tracce di Matilde" fa parte di una trilogia che si chiama “I misteri della Toscana”. Raccontaci il perché di questo nome e quanto è importante l’elemento mistero nei tuoi romanzi.
 
Sono sempre stata affascinata da tutto quello che è misterioso ed, ovviamente, per uno scrittore, tanti dei suoi interessi sono parte sostanziale dei suoi romanzi. 
Ho voluto chiamare la mia trilogia in questo modo, in quanto, una delle caratteristiche fondamentali è, aver descritto, tante leggende della regione Toscana
Alcune di queste l’ho scoperte proprio nei luoghi della mia ricerca e, mi sono state raccontante dalla stessa gente che ci abita, tra l'altro, tramandate di generazione in generazione. 
 
La ricerca, soprattutto quando scrivi uno storico, è la parte più bella e interessante. Quando sono riuscita ad unirla alle leggende del luogo, ne sono uscita pienamente soddisfatta del mio lavoro e, la mia più grande fortuna, è stata quella di vedere pubblicato tutta la “mia” fatica (se così si può dire, ma in realtà è un grande piacere) grazie alla Casa Editrice Arpeggio Libero (NO EAP – non a pagamento). 
 
Ha creduto, da subito, in me così da poter trasmettere ai miei lettori tutte le mie emozioni

La stessa Casa Editrice, ha creduto nuovamente in me, anche con il secondo romanzo sul grande pittore Piero della Francesca “La flagellazione di Piero” e, la conclusione della trilogia, che vede come protagonista il Maestro Pietro MascagniL’Ultimo Mistero di Lisa – Il Grande Maestro”. 
 
 

- Nella trilogia ci affezioniamo e seguiamo le vicende di Lisa, la tua protagonista. Quanto hai messo di te in questo personaggio?
 
La prima persona a cui raccontai la sinossi del mio romanzo fu la mia più cara amica di Prato, Maria e, fu proprio lei, a farmi scoprire quanto Lisa mi somigliasse caratterialmente. 
 
Lisa è una giornalista romana che si trasferisce in Toscana per scrivere, appunto, articoli sui Misteri della Toscana proprio come feci io, per ragioni diverse, nel 2008, trasferendomi da Roma a Prato. 
 
Leggendo l’intera trilogia si può notare l’evoluzione della protagonista e, in qualche modo, in quegli anni, anch’io sono cambiata parecchio. Anche gli altri protagonisti del periodo odierno sono una parte di me, ma in fondo, una parte di tutti noi: iIl Commissario Giuseppe Verroni così anticonvenzionale e a tratti comico, o il Magistrato Olivieri soprannominato “di ferro” che poi si rivelerà anche umano.

Malgrado io non preferisca il rosa, c’è anche una storia d’amore, ma non aggiungo altro. 
 
Non c’è più grande soddisfazione di quando sentii dire, da una mia lettrice, che alla fine di ogni romanzo le mancava Lisa e non vedeva l’ora di continuare a leggere le sue vicende
 
- Raccontaci i tuoi progetti per il futuro.
 
La passione per la scrittura non si ferma mai e, sto per cimentarmi, in qualcosa di completamente nuovo e diverso dalla mia trilogia precedente. 
Sono una curiosa per natura e, mi piace sperimentare sempre, anche nella vita. 
 
Gandhi diceva: 
Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre” 
E io, ho sempre voglia di imparare anche dirigendomi, con la mia scrittura, verso generi diversi. Quest'ultimo sarà… bè, continuate a seguirmi e lo scoprirete. 
Così come in un romanzo!

Grazie ancora a Mariagrazia per questa piacevolssima chiacchierata!
Vi lascio in compagnia di questo video che presenta questo bellissimo romanzo:
 
 
Al prossimo articolo,

Lavinia 

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