Inclusività e body positivity: il mondo della moda non conosce tutto ciò

Credevate che la mia riflessione critica si sarebbe conclusa in un solo articolo? Ebbene, vi sbagliavate! Imparerete a conoscermi col tempo, tranquilli. 

Bene, quindi continuiamo col discorso iniziato la scorsa volta, vi sta bene? Mi auguro di sì!  

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Fonte immagine: Styleshouts

L’ascesa di Kendall Jenner

Lo sapete chi è la modella più pagata al mondo

Io non lo sapevo finché mia sorella non mi ha sottoposta ad un corso approfondito sull’argomento facendomi persino scoprire il reality show incentrato sulla sua famiglia. A questo punto, ormai, immagino che in molti abbiate capito a chi mi sto riferendo, ed è proprio lei: Kendall Jenner; personaggio televisivo e supermodella statunitense. 

Se la guardiamo attentamente, sembra di osservare una qualche divinità, una statua o, in ogni caso, qualcosa di assolutamente perfetto. Alta (vertiginosamente alta), magra, slanciata, carnagione stupenda, capelli luminosi e falcata da passerella inconfondibile. 

Con uno standard di bellezza così alto come facciamo, noi comuni donne mortali, ad apprezzare il nostro aspetto? A guardare il nostro riflesso e dire: “Beh, non sono affatto male.”? Vi rispondo io: è alquanto complicato. 

Ma d’altra parte, quando mai essere donna non lo è?

Le modelle più pagate ed apprezzate al mondo

Dato che ci siamo, vi va di conoscere qualche altro nome importante e superpagato nel mondo della moda? 

Tra queste magnifiche meraviglie compaiono Karlie Kloss, Cara Delevingne e anche le sorelle Hadid: Gigi e Bella. Tutte vertiginosamente alte, con fisici marmorei e volti eleganti ed incavati, in una sola parola: mozzafiato

Fonte immagine: Cosmopolitan

Sempre più particolari, sempre più social e sempre più giovani. Bellezze diverse ma non poi così inclusive se osserviamo le loro misure e taglie. Sembra incredibile che tutte queste ragazze abbiano fisici così simili tra di loro e si parli di inclusività. 

Tra i nomi rilevanti della moda solo uno non rientra in questi standard serrati: Ashley Graham

E con un solo nome vogliamo credere che si possa parlare di inclusività? Ma chi vogliamo prendere in giro

Le Donne, perché qua si tratta di donne con la d maiuscola, non sono dei manichini perfetti. Sono particolari, uniche, differenti le une dalle altre, con fisici e forme diverse e la moda, in ogni suo aspetto, dovrebbe rispecchiare questa realtà, non presentare dei modelli di femminilità irraggiungibili per le più.

Avete mai visto una sfilata di Victoria’s Secret?

Estremamente belle le modelle che sfilano per il famosissimo marchio statunitense Victoria’s Secret, vero? 

Stupende sì, anche perché non hanno alternative. Gli standard per diventare un Angelo del marchio sono tra i più serrati: l’altezza minima è di 1,75 metri e con un centimetro di meno non si viene nemmeno prese in considerazione, per non parlare poi delle misure del corpo. Le misure devono essere 81 – 61 – 86 e su questi non si transige, ma non basta! Non è sufficiente avere l’altezza giusta o le misure “perfette”, è necessario anche avere un fisico allenato e tonico. 

Quindi, riepilogando il tutto, queste donne devono essere: atletiche ma non troppo, magre ma non troppo, "umane ma non troppo". 

Praticamente devi essere una donna ma non troppo (almeno, così la vedo io).

La moda che meritiamo

Certamente queste modelle sono affascinanti e fotogeniche e, chiaramente, a primo impatto attirano l’attenzione di tutti, ma il mondo cambia e anche la moda dovrebbe farlo

Viviamo un’epoca in cui combattiamo (ancora) per la normalizzazione del corpo femminile e per l’accettazione di sé ma, allo stesso tempo, è un’epoca in cui il fisico delle donne è tutt’ora visto come un oggetto nelle mani di altri e, la moda, con la strada che sta percorrendo, non ci agevola nel cambiamento che stiamo cercando di concretizzare. 

Invece che sdoganare le diverse bellezze ed unicità del mondo femminile, il mondo della moda si è ancorato a standard surreali che non fanno altro che innalzare le aspettative nei confronti dell’estetica delle donne.

Il cambiamento che attendiamo

Oggi la moda non riguarda più solo vestiti ed accessori, ma è un’espressione della femminilità e, come tale, dovrebbe riflettere la realtà del mondo a cui fa riferimento

Mi auguro sinceramente che, questo mondo, possa cambiare in modo da potergli attribuire termini come inclusività e positività ma, affinché questo possa accadere, il tragitto da percorrere sarà ancora torbido ed in salita e, spero che, lungo questo percorso, saremo in molte a mettere in evidenza i lati negativi che ci separano da quell’obbiettivo. 


Fiorella Valeria Paolini

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