Catcalling, dicono siano solo complimenti

Rieccomi alle prese con un ulteriore tema frivolo e banale (da leggersi con ironia, ci siamo arrivati tutti vero?). 

Avete mai fatto caso al fatto che, non esiste, un termine maschile che abbia lo stesso significato di puttana

Io ovviamente sì, strano eh? 

Non esiste un termine del genere perché la società non giudica un uomo in base a quante relazioni sessuali questo ha avuto, anzi! Capita piuttosto che, l’uomo che ha avuto più compagne, se ne vanti e venga considerato un rubacuori, uno che ci sa fare ed è in grado di fare conquiste

Fonte immagine: www.donnemagazine.it

La donna oggetto (di desiderio)

La conosciamo tutti la classica frase che frequentemente gli uomini utilizzano nei confronti di molte donne, ovviamente come frecciatina e, non per questo, meno sessista: la chiave e le serrature, no? 

Lo so che se sei un uomo l’hai pronunciata almeno una volta, non ti nascondere, dai!

È una cosa del tipo: una chiave che apre molte serrature è fantastica, mentre una serratura che viene aperta da più chiavi non la vuole nessuno

E indovinate un po’? La donna è considerata (tanto per cambiare, no?) solo in quanto accessoria ad un uomo. L’importante per lei deve essere, piacere all’uomo, essere attraente e desiderabile ai suoi occhi. La donna deve essere esattamente ciò che l’uomo desidera, il ritratto preciso dell’oggetto del suo desiderio

Ancora troppo spesso, le donne, vengono considerate come oggetti, o addirittura come animali da compagnia, tanto da volerne attirare l’attenzione fischiando loro, come fossimo delle bestie domestiche. Ne è un chiaro e lampante esempio il catcalling.

Catcalling: la realtà dietro ad un fischio

Di questo fenomeno se ne sta parlando molto ultimamente ma non è di certo qualcosa di nuovo. Si tratta di un comportamento maschile che esiste da sempre!

Quale donna non ha mai ricevuto un complimento inopportuno per strada o una strombazzata di clacson? Chi non si è sentita fischiare alle spalle e commentare i vestiti o la propria camminata? In quante non sono mai state approcciate da un estraneo che le invitasse a salire sulla propria auto? 

Purtroppo, credo che in poche possano affermare, con tutta onestà, di non aver mai vissuto una di queste “gratificanti ed emozionanti” avventure (da leggersi sempre con ironia!). 

E gli uomini invece? 

Quanti uomini hanno dovuto sopportare questo tipo di umiliazioni? In quanti si sono sentiti oggetto del desiderio di sconosciuti che non si limitano a fartelo sapere ma si impegnano anche affinché tu, oggetto, ti senta indifes*, impaurit* e impotente

Quella che per le donne è ormai la quotidianità per gli uomini è un’utopia, perché probabilmente l’unico fischio che mai riceveranno sarà quello dell’amico cafone che vuole fargli notare una ragazza che sta passando per di là

Fonte immagine: www.donnecheemigranoallestero.com

 

Se fossero solo dei complimenti…

Gli uomini li considerano semplici complimenti eppure, non ce li fanno quando siamo insieme ai nostri genitori, soprattutto se “l’uomo di casa” è presente, e ancora, non ce li fanno se stiamo uscendo con un loro amico

Chissà, sarà mica per rispetto nei nostri confronti o forse in quelli dell’uomo di turno? La cosa mi puzza, a voi no? 

Non sono solo complimenti se poi ci sono donne violentate, sfregiate e maltrattate. 

Non sono solo complimenti quando ci tolgono la libertà di vivere serene, di tornare a casa la sera senza timore, di indossare ciò che desideriamo senza paura di essere violentate e di essere giudicate poi responsabili di ciò che ci è accaduto

Le donne, private delle loro libertà sono ovunque, probabilmente vostra figlia, sorella, madre o la vostra compagna. Con l’unico particolare che voi non lo sapete, perché noi non lo andiamo a raccontare in giro spifferando al mondo le nostre preoccupazioni e disavventure. 

Cari uomini, se non lo sapete allora ve lo dico io: non ci elogiate insistendo per farci entrare nella vostra auto, non ci lusingate fischiando al nostro passaggio e commentando il nostro aspetto. Non è piacevole sentirsi ripetere ciò che desiderate che noi vi facciamo, è alquanto ripugnante, a dirla tutta. 

Non ci fa piacere, per niente! Quando un uomo dell’età di nostro padre ci commenta il sedere, non ci seduce, ci disgusta piuttosto. 

Fonte immagine: www.officinafemminista.it

 

È la società ad essere sbagliata

Non sono i vestiti ad essere il problema! Basta incolpare le vittime e suggerire che ciò che è successo loro potrebbe essere, in qualche modo, collegato a come si sono comportate. Basta suggerire che bevendo ad una festa, stando fuori la notte o mostrando la pelle in pubblico “se la sono cercate”. Iniziate invece a rendervi conto che è il comportamento dell’oppressore che deve cambiare ed essere demonizzato, non quello dell’oppresso

I vestiti non sono il problema, lo è la cultura dello stupro e il catcalling ne sta alle basi, ne crea le fondamenta

E tu che ora stai leggendo le mie parole e magari stai pensando “oh ma che parolone, che esagerata”, sappi che queste parole, le parole che ho deciso di utilizzare nei miei articoli, le ho scelte con molta cura e cautela, analizzando ogni minima sfumatura del loro significato e, se per te sono esagerate è solo perché non hai ancora imparato ad aprire gli occhi ed osservare il tumore che sta distruggendo la società: l’enorme divario che caratterizza ancora la diversa considerazione che esiste tra uomini e donne e, a questo punto, credo non sia compito mio prenderti per manina e mostrarti le ingiustizie della vita. 

Così, con queste mie parole poco confortanti ma sicuramente sentite, vi saluto, sperando (mio malgrado, però!) che, siano più le persone che comprenderanno i miei “monologhi” rispetto a quelle che non vedono ad un palmo dal loro naso

 

Alla prossima,

Fiorella Valeria Paolini

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